Fatturazione elettronica, come viene gestita in Portogallo (include video)

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Fatturazione elettronica, due parole che ricorrono da parecchie settimane in Italia ma adottata da tempo in Portogallo.

Le problematiche e le polemiche negli ultimi giorni però lasciano intendere che la nazione italiana non è affatto preparata al cambiamento.

Ma oltre a questo l’Italia ha purtroppo dimostrato di non essere nemmeno formata sotto l’aspetto tecnologico e informatico.

Dure parole che però corrispondono a verità e parte di quegli italiani realmente svegli e capaci di ragionare di certo provano solo un senso di sgomento e delusione.

Questo è ovviamente soltanto uno dei molteplici motivi per chi molti italiani vogliono scappare ormai da una nazione che fa del fallimento e della mediocrità un aspetto della vita di tutti i giorni.

Quindi coloro che vogliono gestire la loro attività aziendale o commerciale decidono giustamente di aprire altrove, in questo caso diversi aprono proprio in Portogallo.

Scopriamo insieme come viene gestita la fatturazione elettronica in Portogallo e quali sono i reali benefici che essa rappresenta.

Scopriamo come funziona la “E-Fatura”

Naturalmente si comprende fin da subito che il termine “E-Fatura” indica appropriatamente “fattura elettronica” e come tale è illustrata sul sito governativo portoghese a questo link.

In un articolo di alcuni mesi fa (Maggio 2018) venne ampiamente descritto e illustrato ciò che la fattura elettronica nel paese lusitano rappresenti.

I vantaggi infatti sono innumerevoli, tra questi una reale efficacia nella lotta contro l’evasione fiscale.

Infatti il sito ufficiale, tradotto dalla lingua portoghese, indica quanto segue:

PERCHÉ CHIEDERE UNA FATTURA?
Quando hai bisogno di una fattura, garantisce che le tasse che paghiamo vengono consegnate allo stato.
È un dovere di cittadinanza che aumenta la giustizia, contribuendo alla lotta contro la frode e l’evasione fiscale. 
Non è giusto pagare più tasse perché ci sono contribuenti (cittadini o società) che non adempiono ai loro obblighi fiscali.

Il video-tutorial direttamente dal canale YouUtube de Autoridade Tributária e Aduaneira

Quindi è piuttosto semplice da comprendere, tuttavia questo può rappresentare un problema per i soliti noti che sono invece abituati ad evadere le tasse per puro vizio o perché essi non si fidano dello Stato (questo ovviamente accade per lo più in Italia).

Gli altri numerosi vantaggi che la “e-fatura” in Portogallo rappresenta sono in primis il risparmio sulle imposte, detraendo le spese per una serie di voci del bilancio familiare e tra queste:

  • salute,
  • educazione,
  • affitto,
  • lavori di casa,
  • trasporti,
  • ristoranti,
  • supermercati,
  • parrucchiere,
  • automobili e moto

L’altro vantaggio è che risulta essere tutto interamente digitalizzato, infatti basta fornire il codice NIF (appunto il numero identificativo fiscale portoghese) al momento di ogni acquisto e viene inviato direttamente sul sito dell’Autoritade Tributaria.

Questo permette infatti all’agenzia delle entrate portoghese di tenere traccia di ogni fattura o scontrino emesso grazie anche al fatto del collegamento simultaneo e continuo di tutti i registratori di cassa.

Una cosa che per gli onesti è una grande notizia ma ci tengo a sottolineare che risulta essere una cattivissima notizia per i soliti evasori.

In ogni caso per il consumatore portoghese si tratta di un vantaggio non da poco visto che basta solo un “clic” per compilare la dichiarazione dei redditi e inviarla al Fisco.

Senza contare che ogni scontrino riporta un codice che consente al cittadino di partecipare a una lotteria con un premio massimo di 50mila euro.

Tale sistema ha avuto un incremento significativo non solo per le casse portoghesi ma il problema “evasione” viene in gran parte risolto.

Si riporta inoltre che il Portogallo ha adottato tale sistema già dal 2012 e poi entrata in pieno vigore nel 2013.

Senza contare che altri paesi l’hanno già adottata da tempo, ad esempio in Irlanda entrò in vigore dal lontano 2005.

Perfino Cile, Messico e Brasile hanno saputo fare di meglio dell’Italia.

Ulteriori notizie su questo argomento a questo link.

Paesi senza regolamentazione specificaPaesi con obbligo di fatturazione elettronica B2G
Bulgaria Austria: dal primo gennaio 2014
CiproBelgio: dal 2018, per operazioni sopra i 135mila euro. Obbligo per tutte le operazioni verso la Regione nelle Fiandre, dal 2017
Grecia Croazia: dal 28 febbraio 2016
Irlanda Danimarca: dal primo febbraio 2005
Lettonia Estonia: dal primo marzo 2017
Lussemburgo Finlandia: dal primo gennaio 2010
Malta Francia: introduzione progressiva dal 2017 al 2020, in base al numero di dipendenti
PoloniaGermania: dal 4 aprile 2017 per alcuni settori della pa, per tutta la P in due step 27 novembre 2018 e 27 novembre 2019
Regno Unito Lituania: dal primo luglio 2017
SlovacchiaPaesi bassi: dal primo gennaio 2017 verso lo stato centrale, per tutte le pa dal 2019
Ungheria Repubblica Ceca
Slovenia: dal primo gennaio 2015
Spagna: dal 15 gennaio 2015. Opzione fattura cartacea sotto i 5mila euro
Svezia. solo verso il governo centrale, dal primo luglio 2008

Una comoda app per verificare il proprio stato

Un’altra cosa molto interessante è quella che il governo portoghese ha reso disponibile sul sito ufficiale la possibilità di scaricare una comoda applicazione da Play Store (Android) o iPhone/iPad (iOS) per verificare i propri voucher o scoprire se avete vinto i 50mila euro riportati prima.

Come emettere regolarmente la “E-Fatura”

Niente di più facile, ci sono delle software house che hanno reso disponibili delle semplici soluzioni.

Ovvero software di contabilità e fatturazione che si collegano direttamente al sito governativo ricevendo in tempo reale qualsiasi fattura.

Alcuni di questi software sono quelli promossi da CentralGest e E-fatura.pt che consentono con una spesa irrisoria di 2 euro al mese di poter utilizzare il loro software online.

Quindi viene risolto anche il problema di compatibilità del sistema operativo in quanto basta usare solo il browser Chrome, Firefox o altro.

Come viene percepita in Italia la fattura elettronica

Sembra quasi inutile dirlo ma l’Italia non solo non è affatto preparata al cambiamento ma non è nemmeno culturalmente formata.

In questi giorni infatti ci sono state una serie problematiche dei piccoli negozianti che a loro dire non hanno compreso il funzionamento e che porta perfino alla chiusura.

Il quotidiano menzionato sopra è soltanto uno dei tantissimi esempi.

Ulteriori link su questa notizia:

Il governo italiano non solo ha creato confusione ma non ha permesso a tutti coloro che ne avevano bisogno la dovuta formazione almeno con diversi mesi di anticipo.

E purtroppo da questo si riconosce la tipica pigrizia da parte del governo e da parte di molti italiani che non si adeguano alle novità.

Il governo italiano non concede nemmeno i benefit mostrati prima sul Portogallo, quindi non sono nemmeno motivati i cittadini.

Mi capita spesso nel mio lavoro di consulenze informatiche che eventuali clienti mi rispondono per ogni cosa “non me ne intendo, lo farò fare a mio figlio” (o al fratello, al cugino, all’amico dell’amico e via discorrendo) e nemmeno desiderano saperne di più.

Riescono a malapena ad utilizzare Facebook e Whatsapp ma se si chiede loro di installare una semplice applicazione molti di loro non ne sono capaci.

E di conseguenza fanno scarica barile ma costoro non ne vogliono sapere di imparare.

Vi pare giusto? Eppure gli italiani sono in prima linea ad acquistare ogni tot di mesi un nuovo (e costoso) dispositivo mobile (e questo risulta essere il massimo di innovazione tecnologica per loro).

Così come sono i primi a cambiare macchina in media ogni 2 anni con la scusa che si svaluta (al consumismo e al prestigio non rinunciano).

Mi rendo conto che sono parole molto dure ma occorre prendere atto della realtà dei fatti, quindi della verità.

Il problema della “non-cultura” italiana è un vecchio retaggio che chiude le menti a priori in una mediocrità mentale tale che sia dal lato “governo” che dal lato “cittadino” hanno entrambi la loro dose di mediocrità e chiusura mentale.

E così si crea un circolo vizioso che non permette la reale innovazione tecnologica e informatica.

Basta soltanto osservare perfino le iniziative che il governo italiano desidera attuare e per di più malamente copiate da altri governi, in questo caso dal Portogallo.

Il governo ha deciso di chiamare tale iniziativa “modello Portogallo” (in questa recente news), ovvero far tornare i pensionati in Italia.

E con tutto quello che non funziona in Italia non solo i pensionati non ci torneranno affatto (dopo essere stati ampiamente delusi ma per aver faticato tanto per andarsene) ma non conviene a priori.

E visto come gestiscono perfino la fatturazione elettronica non conviene a questo punto nemmeno aprire nuove attività in Italia, come del resto molti hanno già compreso da tempo aprendo le loro attività fuori dalla nazione italiana.

Chi non vuole vedere ovviamente butta tutto in politica e polemiche, altro comportamento mediocre tipicamente italiano.

E con questo ho detto tutto.

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CC BY-NC-ND 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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